Dunque Lucrezia Borgia fu in Castiglione ed in uno dei periodi più turbinosi della sua vita. Ella dovè sentire profondamente la solitudine sconsolata dei luoghi e, nel silenzio delle notti palpitanti d'azzurro e di costellazioni, accordare la sua anima al fascino del paesaggio riposante, nella sinfonia del verde, e cullarla in una miriade di sogni ritmati dalla canzone del fiume, che sale laggiù dalla vallata, con l'aria satura di fragranze misteriose.

L'Azzunos ci tramanda una descrizione di Lucrezia conforme a quella degli altri cronisti contemporanei. Di statura media e "de complectione delicata", gli occhi fosforescenti velati da un'incertezza di sogno ed i capelli biondi e luminosi, abitualmente raccolti in una rete d'oro "legera come fumo", "i più soavi e leggiadri capelli del mondo" come scrisse il Byron: ella fu definita "la plus trionphante princesse". Fu una delle più esperte ricamatrici del Rinascimento e indossò abitualmente ricchissime vesti tessute d'oro e di seta.

Secondo l'Azzunos, Lucrezia erogò una cospicua somma per l'erezione di una cappella al S. S. Sacramento nella chiesa di S. Michele, promettendo di ottenere subito la relativa bolla papale. In seguito però, prima forse per le vicende che la travolsero nei contrasti suscitati dalle passioni dei Borgia, poi per la morte di Alessandro V (?) al quale successe, dopo il breve pontificato di Pio III, il Della Rovere Giulio II ostile alla sua casa, ella non potè vedere esaudito il suo voto.

Lucrezia Borgia è l'ultima, forse la maggiore delle grandi figure femminili della Rinascenza, che sono investite dall'amore come da un turbine, e di amore ardono fino allo spasimo.

La leggenda l'ha trasformata addirittura in un mito, sicchè, ella resta tuttora avvolta in un mistero quasi impenetrabile. Bisogna perciò spogliarsi dei preconcetti se si vuol riconoscere quanto vi sia di vero o di fantastico nella sua storia travolgente, e far giustizia di tutte le menzogne che la svisarono per il passato, aggiornandole con i risultati della critica moderna.