Purtroppo oggi, a causa delle difficoltose comunicazioni, sono pochi gli idealisti che nel loro vagabondaggio romantico arrivano da queste parti a placare vecchie nostalgie di vicende dimenticate nei secoli e ad ammirare le suggestive bellezze di Castiglione.

L'antico nido feudale, il quale accentra in sé i più aviti ricordi della Valle Siliciana, si annida, corrucciato ed aereo, sulla vetta di un colle che strapiomba a picco le sue pareti tufacee su spaventevoli precipizi, in fondo ai quali confluiscono il fiume Fiumetto e il torrente Salso. Intorno intorno, una chiostra di alture cinge il colle come un anfiteatro frastagliato da un mesto sprofondarsi di gole e dall'intrecciarsi delle acque del fiume, che si frangono laggiù nella vallata, in alternative fantastiche di ombre e di luci. Lontano a semicerchio, il magico scenario delle montagne merlettate di neve e dominate dalla mole gigantesca del Gran Sasso delimita il paesaggio fatato dalla leggenda e gl'infonde una ineffabile potenza suggestiva. Si prova laggiù un vivo senso di raccoglimento, di pace e di silenzio che tutto compenetra con l'austera malinconia della solitudine.

Dell'antico castello feudale non restano ormai che ruderi, poiché la lenta e incessante opera di erosione del torrente Salso ne ha travolti, con gran parte del colle, i baluardi e le torri merlate. Resta tuttora in piedi la sua ala boreale, forse adibita anticamente a carcere, poiché nei suoi antri oscuri, popolati di paure e di leggende, s'intravedono nell'ombra orribili strumenti di tortura. Tutto il resto è un groviglio di sterpi dai quali affiorano ogni tanto, a picco sul precipizio, avanzi di mura ciclopiche e ferrigne, che i secoli han coperto di ruggine nel loro volgere silenzioso.

Su tanta rovina, l'antica veglia parrocchiale inquieta le umili casette che da secoli si inerpicano su per la china e si raccolgono timidamente alla sua destra, perchè alcune di esse, appena arrivate sul ciglione del piazzale, si sono capovolte nell'abisso ed altre già protendono nel vuoto le mura sventrate per raggiungerle. Laggiù, ove tutto sembra fermo nel mistero dei secoli, durante le notti magiche ed azzurre, sorgono echi di lamenti e rumori profondi, a rievocare paurose visioni medievali.